L’autosvezzamento

L’autosvezzamento

L’articolo L’autosvezzamento vuole essere un occasione per informare e tranquillizzare i genitori su tale abitudine. Oramai sappiamo bene , come anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci suggerisce, che il latte materno rappresenta il gold standard dell’alimentazione di un neonato fino almeno al sesto mese di vita. La credenza che il neonato allo scadere dei sei mesi sia già pronto per introdurre nella propria alimentazione cibi solidi non trova nessun fondamento.https://cuoremamma.it/

QUALE IL VERO PROBLEMA?

Ciò che per molti anni è mancato è stata l’osservazione dei segnali che il bambino stesso ci manda. Dall’osservazione si può capire se sia pronto o meno ai cibi complementari . Semplicemente in questo consiste l’autosvezzamento.

Il bimbo siede a tavola con i genitori..si dimena..sgrana gli occhi e allunga le mani ad ogni pietanza che i genitori consumano. Questi sono i segnali che vostro figlio vi invia quando è fisiologicamente pronto ad introdurre alimenti diversi dal latte materno.
Una volta si pensava che fosse necessaria un alimentazione speciale fatta di alimenti sterilizzati e formulati appositamente per lo svezzamento. Insomma una seconda cucina proposta a tavola solo per il bebè. https://sip.it/

PERCHÉ TUTTO QUESTO?

Tutto ciò veniva proposto anche perchè si riteneva che i bimbi dovevano essere svezzati prima dei sei mesi. Prima il loro apparato digerente è ancora immaturo per ricevere alimenti diversi dal latte materno. Lo scopo quindi era diminuire il più possibile reazioni allergiche o problemi gastrointestinali. Ricerche scientifiche ci informano che ritardare l’assunzione di quei alimenti considerati allergeni non riduce affatto la probabilità di andare incontro a una reazione allergica.

Questo é stato l’ostacolo piú grande per la mancata comprensione dell’autosvezzamento.

COSA FARE QUINDI?

Lasciamo che i nostri figli si svezzino da soli richiedendo piccoli assaggi di ciò che è presente sulla tavola. Non faranno altro che abituarsi alle abitudini alimentari della famiglia.
Non cambiate orari dei pasti, si mangia tutti insieme e cercate di prediligere alimenti sani nella vostra dieta!

Francesca

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