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Il contatto pelle a pelle

Il contatto a pelle a pelle tra mamma e neonato. Una delle raccomandazioni cardine Unicef per gli ospedali amici dei bambini. “Mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre. E questo deve avvenire immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora. Risulta fondamentale incoraggiarle a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario”.

IN CHE COSA CONSISTE LO SKIN TO SKIN ?

Il contatto pelle a pelle (skin to skin) è il momento della conoscenza fisica tra loro, finora limitata ai pensieri, alle emozioni e alla pancia che cresce.
Il bambino, subito dopo la nascita, attraverso i cinque sensi, riconosce la mamma. Non solo. Percepisce il suo odore, la sua pelle e i suoi suoni (voce, cuore, intestino). Il suo respiro si regolarizza, il suo corpo si riscalda, smette di piangere e inizia a scalare il ventre della mamma alla ricerca del seno (breast crawl). Si affidanda al suo istinto.

Dopo un periodo di tempo che varia da bambino a bambino, il neonato si attacca spontaneamente al seno materno per la prima poppata.
Per tutto questo periodo (cioè i primi 60-90 minuti dopo la nascita) il neonato si trova in uno stato di veglia tranquilla. È questo il momento che gli permette di conoscere il nuovo mondo nel quale è arrivato. Questa condizione del tutto unica, nelle due ore successive al parto viene chiamata “periodo sensibile”. È quel periodo che favorisce la creazione e il consolidamento del legame tra i genitori e il loro bambino (bonding).

COSA SUCCEDE DOPO IL PARTO?
Inoltre, nelle ore dopo il parto, i livelli di ossitocina materni sono molto elevati. Tutto ciò permette un aumento del rilassamento, dell’attrazione reciproca e del riconoscimento facciale. Questi comportamenti innati facilitano nella madre l’attaccamento e comportamenti di accudimento.
Il contatto pelle a pelle e il massaggio del seno da parte delle mani del neonato, genera dei picchi di ossitocina che permettono un corretto avvio dell’allattamento. Ne assicurano la sopravvivenza.
Inoltre contatto pelle a pelle tra mamma e neonato favorisce anche la buona riuscita dell’allattamento al seno.

COSA CI DICONO GLI STUDI?

Molti studi dimostrano che aumenta notevolmente la probabilità di allattamento esclusivo al momento della dimissione ospedaliera, con effetti positivi anche sulla durata delle poppate. Quando mamme e bimbi possono stare vicini dopo la nascita, l’allattamento dura più a lungo.

www.unicef.org.uk

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Il contatto pelle a pelle

Le posizioni del parto nella storia

La questione delle posizioni del parto nella storia ha sempre avuto ,fin dall’antichità, un grande rilievo. La donna sceglieva il luogo e la posizione durante il travaglio e il parto, ed era sostenuta dall’intera comunità. Questo è ciò che accade ancora oggi nei popoli non contaminati dall’influenza socioculturale occidentale; per esempio in America Latina e in Africa la posizione previlegiata è quella accovacciata.

Posizione istintiva più facile e meno rischiosa per dare alla luce i loro cuccioli d’uomo.

COSA DEDUCIAMO DA CIÒ?

Possiamo dedurne che tale posizione per la nascita è pressochè universale. Solo negli ultimi secoli il parto è stato ospedalizzato condizionando fortemente la libertà di scelta delle posizioni del parto nella storia moderna.

COSA CI È STATO TRAMANDATO DALLA STORIA?

Dai primi reperti archeologici disponibili giungono fio a noi immagini di donne in travaglio in posizione libera. In piedi, accovacciate, carponi, sostenute da altre donne. Facile quindi presupporre che la posizione ideale scelta fosse la verticale.

Così in altri reperti che risalgono al 2000 a.C. risalenti all’antico Egitto, all’antica Grecia. Fino al tardo medioevo la posizione del parto si è mantenuta non tanto diversa da quelle usate a Roma e nell’anrica Grecia.

Solo verso la fine del medioevo, iniziano grandi cambiamenti. Si introdusse infatti la posizione in decubito dorsale insieme all’uso del forcipe per risolvere parti difficili.

A COSA PORTÒ TUTTO QUESTO?

Verso il 1600, con l’uso oramai routinario del forcipe ,soprattutto nell’alta borghesia, tutto questo ebbe una forte infpuenza sulle posizioni del partorire. Infatti l’uso dep forcipe richiedeva necessariamente la posizione in decubito supino. È in quest’epoca che inizia oltretutto ua marcata differenziazione tra plebe e borghesia. Le popolane( dalla costituzione robusta grazie al lavoro nei campi) contiuarono a partorire come le antenate. Le donne invece dell’alta aristocrazia, fisicamente indebolite da uno stile di vita sedentario, si adeguarono facilmente a partorire nei loro letti in posizione supina.

È così che il parto in posizione supina si diffuse rapidamente in tutta Europa. Attualmente però non possono essere ignorati i numerosi studi che dimostrano quanto la posizione litotomica sia di enorme ostacolo alla nascita:

  • Rende la donna passiva
  • Ostacola la circolazione utero-placentare e l’ossigenzaione materna
  • Blocca la mobilità del bacino materno
  • priva l’evento parto dell’ausilio della forza di gravità
  • Produce un dolore patologico
  • Prolunga i tempi del travaglio

” NON È RACCOMANDABILE CHE LA DONNA GRAVIDA SIA POSTA NELLA POSIZIONE SUPINA DURANTE TRAVAGLIO E PARTO. IL CAMMINARE DURANTE IL TRAVAGLIO DOVREBBE ESSERE INCORAGGIATO ED OGNI DONNA DEVE DECIDERE LIBERAMENTE LA POSIZIONE DURANTE IL PARTO” OMS 1985

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https://www.uppa.it/nascere/parto/in-quale-posizione-partorire/

Le posizioni del parto nella storia

Le posizioni del parto nella storia

 

Il parto nell’antica Grecia

IL BENESSERE DEL PAVIMENTO PELVICO

Il benessere del pavimento pelvico

Ruolo centrale dell’ostetrica consiste nel prendersi cura del benessere del pavimento pelvico e la salute della donna durante il suo intero arco vitale. Ciò si attua predisponendo piani di promozione e prevenzione in tutte le fasi del ciclo biologico in cui avvengono cambiamenti fisici, psicologici e sociali.
Pubertà, fertilità, gravidanza, parto, puerperio, allattamento, climaterio e menopausa. Sono le fasi di mutamento biologico di fondamentale importanza che si ripercuotono nei processi psichici e sociali della donna.

 

MA CHE COS’È IL PAVIMENTO PELVICO?

E’ un insieme di muscoli, la cui integrità costituisce la garanzia di una perfetta posizione degli organi contenuti nella pelvi
Una buona continenza e un’ottima sessualità. Durante la gravidanza è importante perché sostiene il peso del bambino. Inoltre è caricato del compito impegnativo del parto. Qualora perdesse la sua forza e la sua tonicità ne risentirebbero gli sfinteri dell’uretra e si indebolirebbe anche la sua funzione durante l’atto sessuale. Le modificazioni ormonali del ciclo mestraule e quelle dovute alla menopausa richiedono a retto e vescica di adattarsi costantemente.

SAI COSA SONO I DISTURBI DEL PAVIMENTO PELVICO?

I disturbi del pavimento pelvico rappresentano un gruppo di patologie che stanno assumendo notevole rilevanza sociale.
Questi sono:
-Incontinenza urinaria
-Disfunzioni sessuali
-Sindrome del dolore pelvico cronico
-Prolasso degli organi pelvici

I disturbi del pavimento pelvico

PERCHÈ È IMPORTANTE PARLARE DI RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO?

La riabilitazione perineale si occupa del benessere del pavimento pelvico e la salute della donna.
Inoltre l’aiuta a prendere coscienza del perineo e dell’anatomia del bacino per consentirle di riprendere contatto con il proprio corpo. Così facendo risolve i disturbi che spesso non sono nemmeno comunicati per imbarazzo.

 

QUANDO È CONSIGLIATA?

-È consigliata prima, durante e dopo la menopausa
-Quando la sessualità dolorosa o vissuta in modo insoddisfacente
-Da effettuare durante la gravidanza per ottenere un perineo pronto all’apertura
-Dopo il parto per favorire un completo recupero delle fasce muscolari
-Prima e dopo interventi all’uretra e all’utero

 

IN COSA CONSISTE LA TERAPIA RIABILITATIVA?

La riabilitazione perineale si avvale di una serie di tecniche atte a migliorare la contrattilità (forza) e il tono (resistenza) della muscolatura del pavimento pelvico. Le principali tecniche riabilitative sono rappresentate da:
-Chinesiterapia pelvi-perineale . Tecnica eseguita dall’ostetrica per prendere coscienza dell’area perineale e dell’attività della muscolatura degli elevatori dell’ano
-Biofeedback (ginnastica attiva)
-Stimolazione Elettrica funzionale

 

Riabilitazione del pavimento pelvico….
Per mantenere la tonicità e funzionalità del perineo. Per riprendere consapevolezza del proprio corpo e risolvere quei disturbi di cui spesso non si parla…

https://fincopp.org/

La sessualità in età matura

Ho scelto di parlare di sessualità in età matura perchè, contrariamente al dire comune, la vita dopo la menopausa può essere ancora molto generosa con noi donne ! Gli anni che seguono la menopausa aprono alla seconda metà della vita nel quale si va delineando la trasformazione del concetto di sessualità. Per accettare questo cambiamento però è necessario ascoltarsi, orientarsi interiormente verso un’altra direzione. Questo è un processo interiore e molto profondo nella vita di una donna. Solo così potrà gustare l’arte di imparare ad invecchiare senza essere sopraffatte da una sensazione di inadeguatezza.

COSA CAMBIA REALMENTE PER LA SESSUALITÀ IN ETÀ MATURA?

Immaginiamo gli anni che trascorrono tra il primo ciclo e la menopausa….il primo intorno ai 10/12 anni. La seconda intorno ai 50/52. Facendo un breve conto 40 anni di fertilità e 40 circa di fertilità differente. Con la menopausa avviene una rottura con la “vecchia forma”. Il nostro corpo cambia, insieme alla esigenze verso le nuove relazioni ,specialmente quella con ilpartner. Qui è facile trovate una vita sessuale stereotipata oramai da anni che potrebbe non essere più donte di felicità.

QUI INSORGONO I PRIMI PROBLEMI…

Molte donne infatti scelgono di interrompere le relazioni se quest’ultime non si adattano ai nuovi riti sessuali meno pulsionali. A complicare il tutto, cambiamenti fisici legati alle caratteristiche sessuali. Tutto ciò viene,nella nostra società, interpretato sempre e solo come decadenza rispetto ad un modello classico giovanile.

Inoltre lo stereotipo dell’uomo sessualmente sempre disponibile non facilita nella donna un ascolto di sè privo di condizionamenti.

Anni di storia infatti hanno raccontato di donne che invecchiando “sfioriscono” e uomini invece che “maturano“.

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Gli ormoni del parto

Gli ormoni del parto sono indispensabili affinchè si susseguano tutti i fenomeni responsabili del passaggio del feto nel canale del parto.

Il parto stesso è un evento complesso. Per realizzarsi è necessario che la cascata degli ormoni protagonisti siano correlati ai vari fenomeni della nascita. I tempi e i ritmi del travaglio sono individuali,dipendono sia dalla mamma che dal bimbo, dal loro bonding prenatale( relazione ) e dal loro temperamento.

QUALI GLI ORMONI IMPUTATI NELL’EVENTO NASCITA?

Tra gli ormoni del parto l’ossitocina, l’ormone dell’amore, il più importante. Induce nella mamma comportamenti marerni come l’accudimento. Infatti la natura ha voluto che il suo picco fosse previsto 30 minuti dopo il parto e non durante il travaglio. E questo avviene solo se il cucciolo d’uomo è accanto alla mamma.

L’ossitocina ,insieme all’adrenalina, viene prodotta durante la contrazione sia dalla mamma che dal bambino. Si accumulano, dolore dopo dolore, predispondendo l’energia necessaria che li sosterrà durante il loro incontro. Pelle a pelle.

LE ENCEFALINE

Altro ormone importantissimo, prodotto durante un travaglio fisiologico. Tra le encefaline ricordiamo la beta-endorfina e la serotonina.

La prima è un oppiaceo naturale. Poichè si esaurisce rapidamente la natura ha voluto che quest’ultima fosse prodotta continuamente.

Inoltre per godere di quantità sufficienti, essa si accumula nel corpo in modo tale che dopo il parto mamma e bimbo ne siano inondati.

Tutto questo meccanismo complesso ha permesso alla specie di non estinguersi garantendo alla mamma un alto grado di soddisfazione dall’evento nascita.

Protegge inoltre l’instaurarsi del primo legame per una relazione gratificante. La mancanza di tutto ciò rende la relazione di accudimento più difficile e stressante, mantenendo il tono dell’uomore piu basso.

In un parto medicalizzato è facile immaginare come questi meccanismi vengano meno. Infatti tutti gli interventi farmacologici rappresentano un ostacolo alla produzione naturale degli ormoni del parto.

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Noi ostetriche ai tempi del Covid

Come ogni professione da un anno a questa parte, noi ostetriche ai tempi del Covid stiamo vivendo una profonda crisi lavorativa.

Per crisi lavorativa non intendiamo tanto una diminuzione della mole di lavoro ( fatta eccezione per le colleghe libere professioniste ), ma quanto una povertà di vissuti emozionali.

COSA È CAMBIATO?

Siamo state private di una chiacchierata vis a vis sedute su un divano con una futura mamma, di una mano su un pancione, di una tisana calda durante una consulenza…

Ai tempi del Covid non c’é spazio per gli abbracci, i sentimenti, gli affetti e i rapporti in generale.

Noi ostetriche ai tempi del Covid abbiamo dovuto,volente o nolente, imparare a divenire tecnologiche. Ed eccoci qui oggi tra una Zoom , una videochiamata , Facebook , Istagram. Si siamo d’accordo, é giusto camminare paralleli alle nuove opportunità che la società ci offre.

Ma dove é finito l’antico fascino di una MAMMANA di paese ? Che si reca a casa dei futuri genitori per sostenerla nelle prime ore della nascita del proprio cucciolo?

LE NUOVE NECESSITÀ

Mi é capitato qualche mese fa di ricevere una richiesta per una consulenza sull’allattamento al seno via zoom. Ho accettato molto reticente. Se da un lato le mamme in tutto ció NON possono e NON devono essere lasciate sole, dall’altra mi sono trovata a dover spiegare la mia difficoltà come professionista nell’osservare una poppata tramite telecamera di un computer.

Questa é la triste realtà che sia i neo e futuri genitori sia noi ostetriche stiamo vivendo ormai da più di un anno a questa parte.

La pandemia ci ha privato dell’unica cosa preziosa che, in questa società frenetica, ci é rimasta : i rapporti interpersonali.

A mio avviso, al di là delle difficoltà lavorative che ogni lavoratore sta affrontando, le uniche a pagare il vero scotto di questo disagio sono le nostre neo e future mamme con una rete territoriale di assistenza ostetrica ancora più carente.

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L’acquaticità in gravidanza

L’acquaticità in gravidanza dona al nostro organismo numerosi benefici promuovendo sia il benessere fisico che psichico.
E’ risaputo che la ginnastica in acqua aumenta l’elasticità dei muscoli, aiuta la colonna vertebrale ad adattarsi all’aumento del peso corporeo, ecc.

E non solo!!
Prepararsi al momento del parto con un affettuoso abbraccio dell’acqua, da alla donna l’occasione di scoprire i valori del proprio corpo e delle sue percezioni.

Essere immerse infatti dona l’occasione di affrontare la nascita del proprio figlio avendo acquisito non solo un sicuro benessere fisico, ma la fiducia nelle proprie naturali competenze.
L’acqua è anche un elemento che sostiene e massaggia. Aiuta ad abbandonare la tensione per ritrovare tranquillità e benessere: aspetto fondamentale in un periodo delicato come quello della gravidanza.
Numerosi studi dimostrano che l’acquaticità in gravidanza aumenta il tono e la flessibilità muscolare. Da ciò ne deriva un valido aiuto per la donna nella gestione del travaglio, riduce l’intensità del mal di schiena e abbassa il rischio di diabete gestazionale.
Se il movimento viene svolto in acqua, poi, si ha la percezione del peso corporeo più leggero, e questo agevola nei movimenti evitando di sovraccaricare le articolazioni.

Quali i benefici dell’acquaticità in gravidanza?
L’immersione in acqua:
• Rilassa la muscolatura
• Migliora l’elasticità: grazie agli esercizi di stretching in acqua le gestanti diventano più elastiche.

Questo inoltre facilita l’assunzione di varie posizioni durante il travaglio:
Recupero della mobilità articolare
Decompressione della colonna vertebrale con riduzione dell’intensità del mal di schiena.

Minor carico sulle articolazioni
Funzione di massaggio sul sistema circolatorio con riattivazione della circolazione soprattutto degli arti inferiori. prevenzione degli edemi
Effetto diuretico: stimola la diuresi ed aiuta contro il gonfiore alle gambe, problema tipico durante la gravidanza.
Favorisce la respirazione: muoversi in acqua allena la respirazione ritmica e regolare che è fondamentale per una migliore gestione del travaglio.

Quali i benefici sul lato psicologico?

Per la mente questi i benefici più importanti:
Rilassa la mente
Aumenta la capacità di ascoltare ed ascoltarsi
Rimuove i pensieri negativi
Migliora la percezione di sè e del proprio aspetto
Rappresenta un’ottima occasione di aggregazione e confronto, offrendo un momento di socialità tra future mamme.

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Le poppate a grappolo

Le poppate a grappopo…queste sconosciute.

Il 28 marzo del 2020 è nato il mio primogenito Andrea.

Da ostetrica ho sempre pensato che, grazie alle mie conoscenze , non avrei avuto grandi difficoltà con l’allattamento al seno.


Eravamo solo al secondo giorno di vita che, dopo un’ora di pianto, Andrea si attaccò al seno in maniera così ravvicinata quasi da sembrare una poppata unica e lunga quasi una nottata intera.


Naturalmente il mio primo pensiero è stato quello di non avere latte a sufficienza ( nonostante sappia molto bene che non esiste mamma con poco latte laddovè ci sia un neonato che poppi regolarmente ).
Così ho tirato fuori dal cassetto della memoria le fatidiche poppate a grappolo.

Cosa sono le poppate a grappolo?

Uno splendido e perfetto meccanismo che il nostro corpo attua per soddisfare sempre le necessità del piccolo.

Infatti quando la necessità di latte dei cuccioli d’uomo aumenta, la poppata a grappolo rappresenta la sua richiesta di aumento di produzione di quest’ultimo.http://www.salute.gov.it/portale/allattamento/dettaglioContenutiAllattamento.jsp?lingua=italiano&id=5249&area=allattamento&menu=comefare#:~:text=L’OMS%20raccomanda%20l’allattamento,mamma%20e%20bambino%20lo%20desiderino.

Sono poppate molto ravvicinate nel primo mese di vita che servono al neonato per calibrare la produzione di latte secondo quelle che sono le sue necessità.

Che dire…un binomio perfetto…dopo tanti anni di lavoro la perfezione del corpo delle mamme e l’istinto dei nostri cuccioli mi stupisce ancora.

Tutto questo meccanismo funziona perchè i seni drenati producono latte più velocemente !
Per questo motivo almeno per il primo mese di vita l’uso del ciuccio deve essere evitato .

Sostituire il seno con quest’ultimo può interferire con la produzione di latte necessaria alla crescita del neonato.

Dopo la mia prima esperienza da mamma ho imparato ad avere maggiore attenzione riguardo l’argomento delle poppate a grappolo durante i corsi di accompagnamento alla nascita.

Per maggiori i formazioni o supporto per l’allattamento al seno nom esitare a contattarci.

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le poppate a grappolo

La linea del parto

La linea del parto è un tema che mi affascina sempre molto.Consiste semplicemente il un filo di perle tutte diverse fra di loro in forma e colore.

Ogni perlina della linea del parto ha la funzione di descrivere ogni fase dell’evento nascita.

La fase prodromica,il travaglio attivo, il periodo dilatante…fino ad arrivare al post partum.

PERCHÈ UN’OSTETRICA DOVREBBE UTILIZZARLA?

La linea del parto rappresenta un validissimo aiuto per descrivere e comprendere il complesso meccanismo emozionale del parto.

Ma è per le mamme che hanno già partorito che rivela la sua grande potenza.

Infatti le aiuta a metabolizzare vissuti ed esperienze di parti pregressi che hanno provocato una ferita.

Questa ‘ferita’, insieme all’ostetrica,viene affrontata per ridonare alla nascita del proprio figlio le giuste e sane emozioni.

UN’OCCASIONE PER RACCONTARSI

Proprio così, la linea del parto rappresenta una magnifica occasione di condivisione tra mamme circa il loro vissuto pregresso.

Un viaggio inaspettato, ricco di emozioni che risveglia e smuove sentimenti profondi.

Per questo motivo molte mamma preferiscono costruire la loro linea del parto privatamente con l’ostetrica.

Tagli cesarei ingiustificati, pratiche ostetriche invasive, la mancanza di umanità e intimità nelle sale parto, la mancanza di un rapporto one to one con l’ostetrica…lasciano profonde cicatrici nel cuore delle mamme.

Iniziate questo fantastico percorso insieme a noi, accanto e con il supporto di donne, mamme e infine ostetriche che avranno cura di custodire la storia dei vostri parti ! https://cuoremamma.it/

Le vostre ostetriche

Francesca e Simona

 

Le linee del parto

Le linee del parto

la line del parto

L’ALLATTAMENTO AI TEMPI DEL COVID

L’allattamento ai tempi dep covid rappresenta per leo neo e future mamme un argomento di importanza cruciale.

Numerose sono le notizie che non hanno una valenza scientifica presenti sul web.

Numerosi ed importanti i benefici associati all’allattamento al seno anche in tempo di covid per il bambino e per la mamma.

L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’UNICEF e il Ministero della salute raccomandano di iniziare ad allattare a partire dalla prima ora dalla nascita.

FINO A QUANDO È RACCOMANDATO ALLATTARE?

Per almeno 6 mesi in maniera esclusiva. A seguire si può iniziare l’alimentazione complementare e continuare ad allattare per tutto il tempo che la madre desidera proseguire.

Anche oltre il secondo anno di vita! http://www.salute.gov.it
Le ricerche correlate al virus SARS-COV-2 hanno sollevato alcune domande riguardo l’allattamento al seno ai tempi del covid da parte di madri infette o sospette di esserlo.

Considerando che la ricerca del virus nel colostro (il primo latte, così tanto prezioso) e nel latte prodotto nei giorni seguenti è risultata finora sempre negativa, il latte al momento attuale non sembra rappresentare un rischio per la trasmissione di tale infezione.
Se il test della mamma dovesse risultare positivo è comunque auspicabile il rooming-in .

L’allattamento ai tempi del covid

Essenziale rimane l’applicazione delle normali precauzioni delle malattie respiratorie a trasmissione aerea. La madre deve adottare tutte le precauzioni possibili per evitare di trasmettere il virus al proprio bambino, lavarsi le mani prima di allattare e indossare una mascherina chirurgica mentre allatta.

E SE LA MAMMA DOVESSE RISULTARE POSITIVA?
Se la madre dovesse presentare, invece, un’infezione respiratoria sintomatica (febbre, tosse e secrezioni respiratorie, mialgie, mal di gola, astenia, dispnea), madre e figlio andrebbero separati. In questo andrebbe, comunque, evitato il ricorso automatico ai sostituti del latte materno implementando la spremitura del latte materno o il ricorso al latte umano donato.

Quale supporto offrire?

Relativamente ai genitori che potrebbero essere temporaneamente separati dai loro bambini, l’OMS raccomanda di fornire un adeguato supporto da parte di personale sanitario debitamente formato per la salute mentale e il supporto psicosociale.
L’UNICEF e la Global Nutrition Cluster e Global Technical Assistance Mechanism for Nutrition riprendono le indicazioni dell’OMS con un richiamo specifico all’aderenza al Codice Internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno e alla Guida per la cessazione della promozione inappropriata di cibi per i lattanti e i bambini piccoli. In particolare, richiamano l’attenzione sui rischi delle donazioni di formule sostitutive per lattanti e prodotti per la prima infanzia.

Riguardo ciò rimandano all’applicazione della guida Operativa per l’alimentazione infantile nelle emergenze. Invitano, inoltre, a fare leva sui social media, web e mass media per fornire informazioni e contrastare pregiudizi e disinformazioni. Anche in Italia sono state segnalate iniziative di raccolta e donazioni di formula, in contrasto con quanto attualmente indicato. http://cuoremamma.it/